L’artista tedesco Gunter Demnig ha voluto ricordare la Shoah con piccole opere disseminate in tutta Europa. Sampietrini posti davanti alle abitazioni dei deportati, ricoperti da un’insolita lamina di ottone su cui è impresso il loro nome, la data di arresto e di morte. Le Stolpersteine, delle pietre su cui inciampare.
Oggi, presso la nostra Scuola, guidati dalla professoressa Elda Monforti, i nostri studenti hanno provato a riprodurne alcune decine per disseminarle nei corridoi e negli atri della nostra Scuola. A mano, con della carta dorata, ed ognuno ha scelto la sua, grazie alla precisa mappatura disponibile in rete.
Il salto è stato grande quanto la sfida: raccontare una storia diversa, trovare un bivio, una strada alternativa che salvi queste anime poco prima dell' arresto, che le sottragga ad una morte certa e le porti al riparo per sempre. Inventare per ognuna di queste vite, racchiuse in una pietra, un altro epilogo, riscriverne il destino, reinventarlo.
Come?
Grazie alla scrittura e all' immaginazione. Credendo che una mano amica, un aiuto, un sostegno fraterno e decisivo abbia saputo salvarli correggendo un ingiusto destino.
Forse questo noi possiamo: combattere l' indifferenza, soprattutto la nostra. Perché esercitarsi all' empatia è già un primo passo per non ricadere nella trappola. Ce lo ricorda a chiare lettere la parola INDIFFERENZA che campeggia al binario 21 della stazione centrale di Milano.
Cosa ci rimane di questo percorso?
Le ore passate insieme, la condivisione del materiale, una pietra d' inciampo di carta insieme ad una pagina che vuole reinventare un finale diverso. La magia della scrittura, la pazienza dell' empatia.
Il 27 gennaio dissemineremo queste pietre di carta per terra, lungo i corridoi della scuola, le lasceremo in compagnia di un destino diverso che abbiamo scritto per loro. Ci godremo l' esperimento.
Speriamo che qualcuno possa inciamparci contro e averne cura proprio come ne abbiamo avuta noi.
























